Italian Pocket Tales
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Sono felice che tu abbia chiamato [A1-A2]
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Sono felice che tu abbia chiamato [A1-A2]

I’m glad you called

Sono felice che tu abbia chiamato

I’m glad you called

Luca guardava il telefono ogni sera prima di dormire. Da tre mesi cercava di parlare con suo fratello Marco. Aveva mandato messaggi, e-mail, aveva perfino scritto una lettera. Ma Marco non rispondeva mai.
Every evening before going to sleep, Luca looked at his phone. For three months he had been trying to talk to his brother Marco. He had sent messages, emails, and had even written a letter. But Marco never replied.

Marco viveva a Berlino da un anno. Era partito dopo una grande discussione con Luca. Il loro padre era morto da poco e i due fratelli non erano d’accordo su cosa fare con la casa di famiglia. Luca voleva tenerla. Marco voleva venderla. Le parole erano diventate dure, troppo dure. Poi Marco era partito senza salutare.
Marco had been living in Berlin for a year. He had left after a big argument with Luca. Their father had recently died and the two brothers did not agree on what to do with the family house. Luca wanted to keep it. Marco wanted to sell it. The words had become harsh, too harsh. Then Marco had left without saying goodbye.

All’inizio Luca era arrabbiato. “Se non vuole parlare, va bene,” pensava. Ma con il tempo la rabbia era diventata tristezza. La casa era silenziosa senza Marco. Ogni stanza ricordava qualcosa: le partite a carte in cucina, le risate in giardino, le feste di compleanno.
At the beginning Luca was angry. “If he doesn’t want to talk, that’s fine,” he thought. But over time the anger became sadness. The house was quiet without Marco. Every room reminded him of something: card games in the kitchen, laughter in the garden, birthday parties.

Un pomeriggio, mentre sistemava alcune vecchie scatole in soffitta, Luca trovò un quaderno del padre. Dentro c’erano foto e appunti. In una pagina il padre aveva scritto: “La cosa più importante è che Luca e Marco restino uniti. La casa è solo una casa.”
One afternoon, while he was organizing some old boxes in the attic, Luca found one of his father’s notebooks. Inside there were photos and notes. On one page his father had written: “The most important thing is that Luca and Marco stay united. The house is just a house.”

Quelle parole colpirono Luca. Capì che stava sbagliando. Non voleva perdere suo fratello per dei muri e un tetto. Da quel giorno provò a chiamarlo quasi ogni settimana. Ma Marco non rispondeva mai.
Those words struck Luca. He understood that he was making a mistake. He did not want to lose his brother over some walls and a roof. From that day on, he tried to call him almost every week. But Marco never answered.

Una sera di novembre, mentre fuori pioveva, il telefono di Luca squillò. Era un numero straniero. Luca sentì il cuore battere forte. Rispose subito.
One evening in November, while it was raining outside, Luca’s phone rang. It was a foreign number. Luca felt his heart beating fast. He answered immediately.

“Pronto?”
Hello?”

Ci fu un momento di silenzio. Poi una voce familiare disse: “Ciao, Luca.”
There was a moment of silence. Then a familiar voice said, “Hi, Luca.”

Luca si sedette lentamente sul divano. “Marco… sei tu?”
Luca slowly sat down on the sofa. “Marco… is that you?”

“Sì. Scusa se non ho risposto prima.”
Yes. I’m sorry I didn’t answer before.”

Luca non sapeva cosa dire. Aveva immaginato quella chiamata per mesi. Ora le parole non uscivano.
Luca didn’t know what to say. He had imagined that call for months. Now the words would not come out.

“Come stai?” chiese Marco.
How are you?” Marco asked.

“Bene… cioè, così così. Mi manchi,” rispose Luca con sincerità.
Fine… well, so-so. I miss you,” Luca replied sincerely.

Dall’altra parte del telefono Marco sospirò. “Anche tu mi manchi. Avevo bisogno di tempo. Qui a Berlino non è stato facile. Nuovo lavoro, nuova lingua… e poi pensavo sempre alla nostra lite.”
On the other side of the phone, Marco sighed. “I miss you too. I needed time. Here in Berlin it hasn’t been easy. New job, new language… and I kept thinking about our argument.”

“Anch’io,” disse Luca. “Ho trovato il quaderno di papà. Lui voleva che restassimo uniti.”
Me too,” said Luca. “I found Dad’s notebook. He wanted us to stay united.”

Marco rimase in silenzio per qualche secondo. “Lo so. Anch’io penso spesso a lui.”
Marco stayed silent for a few seconds. “I know. I often think about him too.”

La conversazione continuò lentamente. All’inizio parlavano con attenzione, come due persone che camminano su un ponte fragile. Poi, poco a poco, le parole diventavano più semplici.
The conversation continued slowly. At first they spoke carefully, like two people walking on a fragile bridge. Then, little by little, the words became simpler.

“Perché non rispondevi ai miei messaggi?” chiese Luca.
Why didn’t you answer my messages?” Luca asked.

“Avevo paura,” ammise Marco. “Paura di litigare di nuovo. E mi sentivo in colpa per essere andato via così.”
I was afraid,” Marco admitted. “Afraid of arguing again. And I felt guilty for leaving like that.”

“Anch’io ho detto cose brutte,” disse Luca. “Mi dispiace.”
I said bad things too,” Luca said. “I’m sorry.”

“Mi dispiace anche a me.”
I’m sorry too.”

Per la prima volta dopo mesi, i due fratelli si scusarono davvero. Non per vincere una discussione, ma per capirsi.
For the first time in months, the two brothers truly apologized. Not to win an argument, but to understand each other.

“Per la casa…” iniziò Marco.
About the house…” Marco began.

“La casa può aspettare,” lo interruppe Luca. “Non è più la cosa più importante.”
The house can wait,” Luca interrupted him. “It’s not the most important thing anymore.”

Marco fece una piccola risata. “Sai che qui ho imparato a cucinare? Non sono più quello che brucia la pasta.”
Marco gave a small laugh. “Did you know I learned how to cook here? I’m not the one who burns the pasta anymore.”

Luca sorrise. “Allora quando torni mi prepari la cena.”
Luca smiled. “Then when you come back, you’ll cook dinner for me.”

“Sto pensando di tornare a Natale,” disse Marco. “Possiamo parlare di tutto con calma. Insieme.”
I’m thinking of coming back at Christmas,” Marco said. “We can talk about everything calmly. Together.”

Il cuore di Luca si riempì di gioia. “Sono felice che tu abbia chiamato.”
Luca’s heart filled with joy. “I’m glad you called.”

“Anch’io,” rispose Marco. “Avevo il telefono in mano da dieci minuti prima di trovare il coraggio.”
Me too,” Marco replied. “I had the phone in my hand for ten minutes before finding the courage.”

Parlarono ancora a lungo. Del lavoro, della città, dei nuovi amici di Marco. E delle piccole cose di ogni giorno. La distanza sembrava più corta.
They talked for a long time. About work, the city, Marco’s new friends. And about the small things of everyday life. The distance seemed shorter.

Quando la chiamata finì, Luca rimase seduto in silenzio. Fuori la pioggia era quasi finita. Guardò il telefono e sorrise. Non sapeva cosa sarebbe successo con la casa, ma sapeva una cosa importante: suo fratello non era più lontano.
When the call ended, Luca remained sitting in silence. Outside, the rain had almost stopped. He looked at his phone and smiled. He didn’t know what would happen with the house, but he knew one important thing: his brother was no longer far away.

Quella sera, prima di dormire, Luca scrisse un messaggio: “Ti aspetto a casa.”
That evening, before going to sleep, Luca wrote a message: “I’m waiting for you at home.”

Questa volta sapeva che Marco avrebbe risposto.
This time he knew that Marco would reply.


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